Cinema, Fotografia, Scrittura
Centro Cinema Paolo e Vittorio TavianiDentro e oltre il Teatro
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Foto dell'inaugurazione
Gli Omini stanno costruendo il loro percorso attraverso un’indagine in vari paesi d’Italia. In questo percorso ricercano “l’uomo” nelle sue diverse condizioni sociali, ambientali e culturali. Si mettono in macchina e arrivano nel tal paese. Vi arrivano e vi stanno “tot” giorni. Si stanziano, s’insediano, si accomodano all’uso del paese. Vanno in piccoli centri abitati: partire dal piccolo perché il minimo comune denominatore comunque resti l’uomo. Gli Omini acquisiscono linguaggio, convinzioni, colore, carattere, sentimenti. Dalle esperienze raccolte nascono i personaggi: dalle interviste, dalle testimonianze ricevute e dalle vite incontrate. La loro vita è in continuo divenire, così come la nostra drammaturgia cambia in continuazione, perché cambiamo noi. Il nostro è un bisogno pressante, continuo, convinto, di crescere, di trasformare, di conoscere e riconoscere. Bisogna, allora, mettere all’erta, avvertire, far presente e nel presente agire, bisogna far capire o ancor meglio non capire, provocare, provocare una reazione, imboccare curiosità, alimentare curiosità, ingrassare curiosità. Evitare che la comunicazione sia scambio di ovvietà. Vivere la bellezza della crisi: ridere e piangere senza sapere perché. Arrivare piano, ma arrivare ugualmente. Scovare il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini. L’obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere pubblico. Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche come amplifi catori di vite vissute.
… siamo tutti soli, siamo tutti diversi, siamo tutti Omini…
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