Identità digitale certificata dalla PA

Parliamo del Sistema pubblico di identità digitale, conosciuto come SPID, perchè è un progetto che interessa da vicino anche gli info provider ed agenzie di informazioni commerciali che forniscono i servizi online ai cittadini e alle imprese.

Questo progetto ambizioso, partito il 15 marzo 2016, NON coinvolge SOLO le Pubbliche Amministrazioni ma anche le aziende private che vogliono “semplificare” la gestione delle procedure di autenticazione e degli accessi via web ai propri servizi attraverso un portale di ecommerce.
Anche queste realtà avranno un bacino di possibili clienti molto interessante, le stime dicono che ci saranno 3 milioni di cittadini dotati di SPID entro fine 2016 e 10 milioni entro il 2017!

Ambizioso? Futuristico?
NO e noi vogliamo essere della partita!

Il nostro maggior interesse è sul profilo di fornitori di servizi o Service Provider, ossia soggetti privati e le pubbliche amministrazioni che erogano servizi online, per la cui fruizione è richiesta l’identificazione e l’autenticazione degli utenti.

Quasi ogni giorno si legge di nuovi Enti che si “accreditano” su questo nuovo sistema come Equitalia, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Regione Toscana, Emilia Romagna etc…Quello, comunque che maggiormente spingerà il grande pubblico verso lo SPID saranno i servizi erogati da soggetti privati che lo faranno usare per ogni acquisto giornaliero e quindi ne favoriranno la diffusione!

La portata innovativa dello SPID ci aiuterà a promuovere servizi online semplificando anche ai nostri clienti avendo un’unica identità digitale.

Tra due anni diventerà un identificativo indispensabile per stare al mondo e connessi!


Come funziona?

Un utente si registra al servizio tramite un Identity Provider, ad oggi quelli accreditati sono Infocert, PosteItaliane, Telecom Italia Trust Technologies , che crea un’identità digitale e gli assegna le credenziali per il riconoscimento. L’utente può utilizzare la sua identità digitale per l’accesso ai servizi online offerti dai Service Provider, che sono collegati a tutti gli Identity Provider. 

Vi sono tre livelli di sicurezza che determinano le caratteristiche delle credenziali SPID previste.

 

Quindi a breve vi comunicheremo interessanti novità sulla piattaforma di e-commerce delle business information, la WorkArea @commerce evolverà verso un futuro interessante!

Se desiderate ricevere aggiornamenti sul tema, scriveteci!

Amazon e la grande distribuzione: è un attacco?

Bellissimo articolo di Gianluca Diegoli su Amazon e la grande distribuzione dove analizza l’apertura del negozio di Amazon ai prodotti di largo consumo, per analizzare l’impatto sulla GDO:  Amazon fa paura alla grande distribuzione?

Per il momento, possiamo tutti concordare che non funziona bene, e Gianluca lo definisce proprio “un mercatino cinese di periferia” ma nella sua disamina commenta che Amazon “non può non sapere che non funziona!”

Quindi questa mossa rappresenta solo un esperimento per il momento.

Infine pone l’attenzione su due elementi importanti:

  • È l’unico vero brand ecommerce di massa
  • È l’unico che ragiona sulla base della vera profilazione degli utenti

Tutte queste riflessioni e considerazioni trovano la nostra completa approvazione e ci confermano l’urgenza di supportare ed offrire al marketing della GDO nuove soluzioni…perchè i clienti “si muovono” velocemente!

Vi lascio il link dell’articolo per poterlo leggere per intero…ne vale proprio la pena!

www.minimarketing.it/2015/09/amazon-fa-paura-alla-grande-distribuzione.html

 

Efficienza energetica aziendale: IoT docet

L’efficienza energetica non è un tema che riguarda soltanto il comparto industria, ma importanti risultati possono essere ottenuti anche nel settore del terziario, ormai le ricerche ci confermano che l’energia incide sui costi generali da un 1,5 al 3% del fatturato e rappresenta la seconda voce di costo dopo il personale!
Molto è stato fatto negli anni anche nella GDO, ma ancora ad oggi, per raggiungere i maggiori risparmi energetici, gli Energy Manager ritengono prioritario implementare un adeguato sistema di monitoraggio dei consumi in tempo reale di tutti gli apparati di una azienda per avere un quadro informativo completo.

È qui che l’Internet Of Things (IoT) è di aiuto per raccogliere i dati (mole enorme) da qualsiasi oggetto (stampante, frigorifero, pc, temperatura ambiente interna ed esterna …) alla quale è stata applicata una componente tecnologica, il sensore che permette all’oggetto di comunicare tramite LAN.

Noi riteniamo che il successo dell’IoT è determinato principalmente dalle capacità dei system integrators nella creazione di cruscotti informativi personalizzati che permettono di conoscere, ad esempio, i consumi dei vari reparti aziendali e dei singoli apparati in uso… e perché no, verificare la coerenza tra consumi effettivi rispetto a quelli indicati dal fornitore!
Questi sono strumenti di supporto nella definizione di strategie di business delle aziende…e non ci dimentichiamo anche della disponibilità di incentivi dedicati all’efficienza energetica!

Per soddisfare queste esigenze nasce la collaborazione tra AIM e EcoSteer …ne parliamo insieme?

La collaboratività dei fornitori per aumentare l’efficienza

Ogni azienda tra gli obiettivi che si pone, oggi sempre di più, troviamo quello di cogliere nuove opportunità di approvvigionamento e la collaboratività dei fornitori per aumentare l’efficienza, per ottenere una riduzione dei costi, un miglioramento del servizio, e quindi sostenibilità. O in altre parole: per garanzia di crescita.

In particolare, chi si occupa di Informazioni Commerciali e Recupero del Credito, pone molta attenzione a questa tematica e siamo sempre più consapevoli che i fornitori sono stakeholders contribuendo al valore della nostra azienda, ci aiutano a differenziarci dalla concorrenza e a fornire soluzioni e prodotti migliori.

Per ottenere questo occorre investire in una maggiore collaborazione tra i fornitori ed integrare tutti i fornitori, qualunque siano le loro dimensioni, l’ubicazione e il metodo di lavoro in uso.

Alla base c’è l’individuazione del fornitore che sulla “carta” ha tutti i requisiti per il servizio che cerchiamo, quindi possiamo inserirlo sulla piattaforma che consente di collaborare con lui ma immediatamente dopo occorre valutare il suo operato, le performance e quindi tenere monitorato la “qualità” dei servizi ottenuti.
Il fornitore è indispensabile, deve essere competente, deve portare a termine il suo lavoro, deve costare poco (non sempre questo è vincente!), deve essere sostituibile…concordate con noi?

Occorre quindi che l’azienda si strutturi per gestire flussi di lavoro avanzati con una Supply Chain Collaboration che supporti sia in fase di procurement che reporting riducendo al minimo l’impiego di risorse, consentendo un allineamento immediato, costante e diretto fra azienda e fornitore.

Che cosa c’è da fare?

Ecco che la risposta secondo noi è: l’utilizzo in azienda di un portale web integrato con il gestionale, all’interno del quale avere un quadro completo e aggiornato in tempo reale delle interazioni con il fornitore per coordinare e monitorare tutta la catena (esterna=fornitori ed interna=operatori) in modo semplice e immediato e per ottenere anche una gestione semplificata delle eventuali non conformità.

Rivedere le relazioni con i fornitori per integrarli tutti sulla Piattaforma Web di Supplier Relationship Management permette di avere una nuova organizzazione attenta a razionalizzare i costi di acquisto di servizi ed a monitorare ogni fase di avanzamento delle richieste ed avere costanti interazioni sulla catena di approvvigionamento.

Chiedici informazioni sulla nostra WorkArea Provider, compila la form dei Contatti!

Se vuoi crescere punta sui Cloud Verticali

Se vuoi crescere punta sui “cloud verticali”: non siamo noi che lo affermiamo ma IDC (International Data Corporation, la prima società mondiale specializzata in ricerche di mercato nei settori IT e innovazione digitale) che con i risultati delle ultime ricerche scuote le aziende e attrae la loro attenzione sul Cloud.

Abbiamo selezionato queste notizie e vogliamo fare con voi una riflessione sul cloud (accesso ad applicazioni e programmi che risiedono sulla “nuvola”) perchè la tecnologia, anche nel mondo delle Informazioni Commerciali e Recupero Crediti, rappresenta un fattore critico di successo, quindi è importante che le aziende conoscano e valutino nuove strategie per avere con facilità applicazioni industry-specific.

Entro il prossimo anno, il 43% delle grandi aziende trasferirà in cloud le applicazioni business e l’interesse sempre maggiore sarà verso applicazioni verticali, spiega IDC, perché le aziende cercano soluzioni che si possano configurare facilmente in modo da adattarsi alle proprie caratteristiche.

Il Cloud non è solo un metodo per tagliare i costi, ma soprattutto è un nuovo paradigma che genera una nuova economia per sviluppare nuove offerte e nuovi modelli a costi strutturali impensabili in precedenza e nel 2020 sarà talmente insito nel nuovo modo di fare business ed erogare servizi IT che probabilmente si smetterà di chiamarlo cloud.

Se il timore dell’imprenditore è quello di perdere il controllo sugli asset IT, i risultati della ricerca rispondono anche per noi, che i vantaggi sono misurabili ma è importante trovare tecnologie e partner che forniscano sicurezza, affidabilità e velocità per le applicazioni business… la previsione di IDC è che in ogni settore verticale si verranno a definire uno o più leader.
Anche per chi lavora nella Business Information deve poter avere il suo portale verticale …a buon intenditore poche parole!

Vi lasciamo con questa dichiarazione di Eileen Smith, program manager del IDC Global Technology and Research Group: “Questo cambierà non solo il modo in cui le aziende gestiscono la propria infrastruttura IT ma anche come competono nel loro stesso mercato”.

Buon lavoro a tutti!

Le Informazioni Commerciali, dal Codice Deontologico al Web!

È stato pubblicato nel mese di Ottobre il testo definitivo del Codice Deontologico dove vengono fissate le regole per il corretto uso dei dati sull’affidabilità commerciale per regolare un settore così importante.

Vogliamo fare alcune riflessioni insieme a voi sulle novità introdotte dal Codice sul trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale per valutare anche nuove opportunità di business.

Tra i numerosi punti previsti nel testo, vogliamo porre l’attenzione sulle “fonti pubblicamente e generalmente accessibili a chiunque” che possono essere usati ed estratti…è la prima volta che viene specificato in modo dettagliato e chiaro che i dati reperiti su testate giornalistiche cartacee o digitali, informazioni da elenchi telefonici, da siti web di enti pubblici o altre autorità di vigilanza e controllo possono essere trattati senza il consenso degli interessati.  Attenzione: è importante annotare sempre la fonte dalla quale sono stati estratti i dati del soggetto.

Quindi le società di informazioni devono porre sempre più attenzione alle fonti accessibili a chiunque.
Ma il mondo web e i social possono essere fonte informativa?
Sicuramente ne parleremo approfonditamente in convegni. tavole rotonde e incontri con guru della materia, noi semplicemente vogliamo condividere anche la notizia che abbiamo letto recentemente su un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma dove si definisce “legittimo il diritto di critica che si esercita nel comunicare a tutti la morosità altrui”, insomma il creditore può pubblicamente comunicare con un “semplice post” i nomi dei propri debitori e gli importi non pagati. Naturalmente i fatti devono essere veri ed espressi senza giudizi personali!

Quindi a breve leggeremo: “fonte Facebook”?

Non sappiamo se sarà proprio così ma sicuramente l’agenzia si trova a consultare sempre nuove fonti, impensabili fino a qualche anno fa e a valutare attentamente che questi rispondano ai criteri indicati nel Codice di Deontologia del Garante.
Tutto questo, secondo noi richiederà di sicuro, una nuova formazione del personale in ambito “digital” su nuovi strumenti e differenti fonti da consultare, far crescere la cultura del dato e dell’informazione e perchè no, valutare nuovi sistemi di editor e redazione.

Forse è il momento di rinnovare il proprio gestionale di Redazione per poter stare al passo con le novità ed offrire Informazioni Commerciali più complete!

Le vendite giudiziarie su unico portale

Finalmente le vendite giudiziarie si trovano in internet e non più in tribunale per poter garantire la massima informazione sulle procedure esecutive e aumentare la trasparenza delle vendite giudiziarie.

Il decreto legge n. 83/2015 recante: “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria” determina interessanti modifiche in materia di vendite giudiziarie.

In particolare, prevede la costituzione del portale unificato denominato “Portale delle Vendite Pubbliche” che consentirà a tutti gli interessati di acquisire le informazioni relative alle vendite giudiziarie nell’ambito di un’unica area web gestita dal Ministero della Giustizia, superando così l’attuale frammentazione con la pubblicazione degli avvisi di vendita per ogni singolo tribunale.

Sarà sicuramente un nuovo strumento per individuare tutte le aste sul territorio nazionale, ma ci chiediamo: ciò determinerà la fine dei tanti portali privati che contengono la pubblicazione degli avvisi di vendita?

Siamo a favore di un unico sito pubblico, ma gli info provider vi potranno accedere?

Per approfondimenti: Gazzetta Ufficiale

Recupero Crediti: outsourcer per gli Enti

Le aziende di recupero crediti, anche se non iscritte all’Albo, possono proporsi agli Enti Pubblici come outsourcer specializzati per rendere più efficace l’attività di recupero stragiudiziale dei tributi.
Questo è ciò che Marco Pasini, Presidente Unirec, tratta nell’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore dove viene proposto alla Pubblica Amministrazione una collaborazione più stretta con le società iscritte all’associazione con un “modello innovativo” di gestione del credito.

Le imprese a tutela del credito possono essere di supporto nella fase stragiudiziale con le loro competenze e, come viene sottolineato nell’articolo, sono legittimate “nel tentativo di recupero in via stragiudiziale delle somme dovute all’ente” anche se non iscritte all’Albo poichè l’obbligo di iscrizione (vedi Dlgs 446/1997 art.53) è previsto SOLO per le aziende che svolgono l’attività di “riscossione delle entrate per conto della PA”.

NB: le aziende di recupero sono autorizzate ex art.115 del TULPS ad un’attività di supporto, consulenziale ed esecutiva nell’attività di recupero crediti stragiudiziale.

Riprendiamo questo articolo per porre all’attenzione su alcuni punti di criticità dell’attuale modello di recupero crediti negli Enti Locali dai quali poter fare insieme delle riflessioni:

a) assenza di processi e modelli consolidati e diffusi
b) assenza di unità organizzative (risorse dedicate e specializzate)
c) tempi mediamente lunghi di gestione del recupero
d) performance contenute

Alla luce di queste osservazioni, concordiamo con UNIREC che le aziende di recupero, oltre alle competenze devono poter proporre al sistema un modello di gestione più “evoluto”.

A nostro avviso la soluzione ottimale che possa garantire all’azienda efficacia ed efficienza deve permettere:

1) una gestione industrializzata in outsourcing
2) strategie miste, flessibili e diversificate in funzione delle caratteristiche del credito
3) un outsourcing modulare

Quindi alle società di recupero crediti oggi, sempre più, viene chiesto di offrire soluzioni innovative!
Voi che ne pensate?

Facebook: il database di chi “siamo” e che “cosa facciamo”

Concordate con noi che ormai oggi viviamo nell’economia delle relazioni e della reputazione?
I dati parlano chiaro: sono 26 milioni gli utenti attivi di Facebook in Italia, 21 milioni quelli che lo usano ogni giorno.
Per questo motivo dobbiamo parlare del social network Facebook, anche con chi si occupa, come noi, di Business Information e Credit Solution per capire, conoscere e monitorare questo fenomeno.

In quest’ottica, una novità che sicuramente avete letto nel mese di agosto, è la notizia che Mark Zuckerberg ha depositato presso l’Ufficio brevetti statunitense (fonte: Repubblica.it) una domanda per la concessione di un brevetto che dovrebbe servire a misurare l’affidabilità creditizia degli utenti del social network e, quindi, a consentire a banche e società finanziarie di valutare se concedere o meno un finanziamento.

Ma vi sono notizie anche più recenti, è di pochi giorni fa, Facebook annuncia che inizia a utilizzare, per scopo pubblicitario (fonte Repubblica.it), tutto quello che sa sulle nostre navigazioni web. Forse pochi sanno che Facebook è in grado di sapere quali siti visitiamo oltre al suo dominio. Basta che la pagina abbia un suo pulsante social (Mi Piace, Condividi) e Facebook saprà che siamo stati su quel sito. Non occorre nemmeno che clicchiamo sul pulsante, perché questo in realtà contiene un codice che comunica con i server di Facebook.
Pubblicare pulsanti social è ormai una scelta impossibile da evitare, pena l’emarginazione nell’ecosistema web!
Quindi si parla di un database di dati personali con proporzioni mai viste, dove c’è la somma di tutto quello che facciamo e “siamo” su Facebook e (quasi) tutto quello che facciamo sugli altri siti (al netto di quei pochi che sono privi di pulsanti social).

Riflettiamo insieme su queste novità…chi come noi lavora nelle Business Information deve essere attento a queste notizie perchè è un futuro in cui stiamo già vivendo.

Forse dobbiamo già pensare a servizi e soluzioni che integrino i social network?
Che cosa ne pensate?

Ci farebbe piacere confrontarci per creare valore insieme.

Internet of Things: partnership tra AIM e EcoSteer

È operativo il master agreement tra AIM e EcoSteer, una partnership strategica che consentirà di offrire al mercato business soluzioni Internet of Things #IoT per il completo controllo aziendale dei consumi energetici.

L’accordo con EcoSteer Ltd, società britannica specializzata nello sviluppo di software per il controllo dei consumi energetici, consentirà ad AIM di realizzare soluzioni software verticali e multicanali con l’integrazione del “motore” EcoSteer in grado di connettere qualsiasi dispositivo e raccogliere un’ampia varietà di informazioni su ambiente di lavoro e consumo energetico. Soluzioni che permettano l’identificazione delle opportunità di efficientamento dei sistemi e il loro monitoraggio.

Grazie alla soluzione EcoSteer completamente scalabile e all’esperienza di AIM nell’integrazione di sistemi complessi verranno progettati ed implementati applicativi e servizi “chiavi in mano” per l’azienda partendo dalla raccolta integrata delle informazioni, passando per l’elaborazione fino a soluzioni a supporto dei processi decisionali in tempo reale.